FRANCESCO MANETTI | SPONTANEO NON SPONTANEO

SPONTANEO NON SPONTANEO
SPONTANEOUS NON SPONTANEOUS

Acrilico e stucco su tela. Acrylic painting and plaster on canvas

       100 x 70 cm | 2020

STATEMENT

“Nel mio lavoro pittorico, sono accompagnato dalla musica e dalla natura. Il dipinto è stato realizzato circondato dai boschi del Trentino, da candidi paesaggi innevati, dal contrasto tra il silenzio dell’ambiente montano e la tensione sincopata della musica jazz. Porsi sul filo di una lama. Vivere il momento in equilibrio tra due condizioni emotive opposte creando un profondo stato di tensione, che può farti cadere nel vuoto-pieno ai lati, oppure resistere su quel limite e vedere che cosa accadrà. Essere spontanei nella non spontaneità: non senso, paradosso. Da lì può nascere una fiamma. È come vivere una sorta di momento dadaista in cui si sperimentano contemporaneamente due condizioni opposte e dove tutto non ha alcun significato ma lo ha allo stesso tempo. Spingere lo spirito al limite del caos, passando attraverso una tempesta e alla fine ritrovare l’esatto, unico nell’intero Universo, equilibrio. È sofferenza e gioia nello stesso preciso istante. Spontaneo nella non spontaneità. Possibile (?).”

 

Nelle sue opere Francesco Manetti riunisce tutto ciò che assimila nella vita di tutti i giorni, tanto in termini visivi ed uditivi quanto emotivi. Questo costante groviglio di elementi è da lui astrattamente tradotto e sintetizzato visivamente in immagini volutamente non figurative, ma visivamente poetiche. Codici e mappature del mondo circostante sintetizzate in emozioni stratificate che diventano gesto e colore. Delicatezza e gesto rude. Il richiamo della bellezza, attraverso il colore, componendo per contrasto. È la ricerca dell’equilibrio tra ordine e caos che lo spinge a creare dipinti. L’artista lavora principalmente con la pittura acrilica su tela, preparata con un primo strato di stucco, il quale rappresenta un vero e proprio primo passo nella realizzazione dell’opera d’arte. Lo stucco rende la tela una superficie più lavorabile che può essere scolpita, rigata, consumata: è come conferirle un “primo livello di anima”. Le opere acquisiscono poi gli altri “livelli dell’anima” con una stratificazione di più strati, dove ognuno di essi rappresenta un passo diverso nel completamento dell’opera: una intricata combinazione di colori, segni e graffi che va a comporre l’unico e definitivo corpo dell’opera.

 

STATEMENT

In my pictorial work, I am accompanied by music and nature. The painting was created surrounded by the forests of Trentino, by white snowy landscapes, by the contrast between the silence of the mountain environment and the syncopated tension of jazz music. Put yourself on the edge of a blade. To live the moment in equilibrium between two opposite emotional conditions create a deep state of tension, that can let you fall into the empty-full on the sides, or resist on that edge and see what will happen. To be spontaneous into the non-spontaneity: non-sense, paradox. From there is where a flame can arise from. It’s like to live into a sort of dadaist moment where You at the same time experience two opposite conditions and where all hasn’t any meaning but has it at the same time. To push the spirit at the limit of chaos, passing through a storm and at the end find the exact, unique in the entire Universe, equilibrium. It’s suffering and joy at the same exact moment. Spontaneous in the non-spontaneity. Possible (?).”

 

In his artworks Francesco Manetti brings together everything that he assimilates in everyday life, both in visual, auditory and emotional terms. This constant tangle of elements is abstractly translated and visually synthesized by him into images that are deliberately not figurative, but visually poetic. Codes and mappings of the surrounding world summarized in layered emotions that become gesture and color. Delicacy and rude gesture. The call of beauty, through color, composing by contrast. It is the search for the balance between order and chaos that drives him to create paintings.

The artist mainly works with acrylic painting on canvas, that is prepared with a first layer of plaster that represents a real first step in the creation of the artwork. The plaster makes the canvas a more processable surface that can be carved, ribbed, consumed: it’s like to give it a “first level of soul”. The artworks then acquires the other “soul’s levels” with a stratification of multiple layers, where each one of them represents a different step in the completion of the work: an intricate combination of colors, marks and scratches that goes to compone the unique and final body of the opera.

 


BIOGRAFIA

Nato a Livorno il 13 settembre 1982, Francesco Manetti è cresciuto con un profondo senso di devozione per l’Arte, in particolare alle arti visive. Sin da principio ha coltivato l’amore per il disegno e la pittura, per la grafica e l’illustrazione. All’età di 20 anni inizia a comporre le sue prime opere con maggiore dedizione e ricerca approfondita, fortemente ispirato dal lavoro di maestri contemporanei come Jean Michel Basquiat, Mark Rothko, Jean Dubufet e Cy Twombly, solo per citarne alcuni. All’età di 23 anni inizia lo studio delle arti visive all’Accademia di Belle Arti di Carrara (Italia), dove sviluppa quel connubio di tecniche e discipline che caratterizzerà poi il suo futuro progetto artistico. Nella prima fase della sua carriera artistica, parallelamente alla pittura, ha dedicato una particolare attenzione al mondo dell’illustrazione, a cui ha dedicato la sua tesi di laurea, svoltasi nel 2010. Ha lavorato assiduamente nel campo dell’illustrazione collaborando con diverse case editrici specializzate in libri illustrati per bambini. Allo stesso tempo, ha portato avanti il suo progetto pittorico, attraverso mostre collettive e personali, in un “work in progress” in continua evoluzione che lo ha portato al suo attuale percorso artistico basato sullo stile dell’espressionismo astratto, terreno fertile per una totale libera espressione artistica ed esistenziale.

 

BIOGRAPHY

Born in Livorno, Tuscany, Italy, September the 13, 1982, Francesco Manetti grew up devoted to Art, especially the visual arts. Since the beginning he nurtured a love for drawing and painting, for graphics and illustration. At the age of 20 he started composing his first works with greater dedication and in-depth research, strongly inspired by the work of contemporary masters such as Jean Michel Basquiat, Mark Rothko, Jean Dubuffet, Franz Kline and Cy Twombly, just to name the most important. At the age of 23 he started studying visual arts at the Academy of Fine Arts in Carrara (Italy), where he developed that combination of techniques and disciplines that then characterized his future artistic project. In his early artistic career, parallel to the painting, he dedicated a particular attention to the world of illustration, to which he dedicated his degree thesis, which took place in 2010. He has worked assiduously in the field of illustration collaborating with various publishing houses specialized in illustrated books for children. At the same time, he has carried on his pictorial project, through collective and solo exhibitions, in a constant evolutive “work in progress” that has led him to his actual artistic way based on the abstract expressionism style, a fertile ground for a totally free artistic and existential expression.

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